Diagnostica medica
La diagnostica tiene in attenta considerazione lo stato di salute del paziente, guardando in modo scrupoloso alle sue eventuali intolleranze,…
L’ecografia muscoloscheletrica e articolare è l’esame a ultrasuoni che studia muscoli, tendini, legamenti, borse sierose e articolazioni superficiali, dalla spalla al gomito, dal polso e dalla mano all’anca, al ginocchio e alla caviglia. Trova indicazione nelle tendinopatie, nelle lesioni muscolari, nelle borsiti, nei versamenti articolari e nella valutazione del dolore articolare persistente. Il Dr. Fabrizio Valleggi, iscritto dal 2020 al registro degli ecografisti SIUMB, esegue personalmente l’esame e consegna il referto al termine della seduta.
Esegue l’esame in tutte le sedi in cui riceve: Massa Marittima, Pomarance, Grosseto, Follonica, Cecina, Siena, Prato e Firenze. Recapiti e indirizzi sono nella pagina Contatti.

È un’indagine diagnostica che utilizza ultrasuoni, cioè onde sonore ad alta frequenza, per ottenere immagini in tempo reale delle strutture dell’apparato locomotore: muscoli, tendini, legamenti, borse sierose e articolazioni superficiali. Non impiega radiazioni ionizzanti, non è dolorosa e può essere ripetuta nel tempo senza limitazioni, il che la rende adatta anche a seguire l’evoluzione di una lesione o la risposta a un trattamento.
L’esame riguarda le articolazioni superficiali e le strutture che le circondano: la spalla, il gomito, il polso e la mano, l’anca, il ginocchio e la caviglia, oltre ai principali gruppi muscolari degli arti.
L’ecografia muscoloscheletrica si concentra sull’apparato di movimento: muscoli, tendini, legamenti, borse e articolazioni. L’ecografia dei tessuti molli, invece, studia tumefazioni, raccolte, cisti e linfonodi superficiali, per chiarire l’origine di un gonfiore o di una formazione palpabile. Se il disturbo è un dolore legato al movimento o a un trauma, l’esame di riferimento è in genere quello muscoloscheletrico; se si tratta di un rigonfiamento o di un nodulo sotto la pelle, quello dei tessuti molli.
L’esame trova indicazione nelle tendinopatie, cioè le infiammazioni e le alterazioni degenerative dei tendini, nelle lesioni muscolari, come stiramenti e strappi, nelle borsiti, nei versamenti articolari e nella valutazione del dolore articolare persistente. È utile anche dopo un trauma sportivo o domestico, per verificare l’integrità di muscoli, tendini e legamenti.
A differenza di altre metodiche, l’ecografia consente lo studio dinamico: la struttura può essere osservata durante il movimento, aspetto spesso decisivo nella patologia tendinea. Chiedendo al paziente di contrarre un muscolo o di muovere l’articolazione, lo specialista può valutare lo scorrimento di un tendine, un eventuale conflitto tra strutture o una lesione che a riposo non sarebbe evidente.
Il paziente viene fatto accomodare sul lettino, o seduto, nella posizione più adatta al distretto da esaminare. Sulla cute viene applicato un gel che favorisce la trasmissione degli ultrasuoni, quindi la sonda viene fatta scorrere sulla zona di interesse; quando serve, viene chiesto di eseguire alcuni movimenti per lo studio dinamico. L’esame non comporta alcun dolore e dura in genere tra i dieci e i venti minuti. Al termine viene consegnato il referto, insieme al commento clinico dei risultati.
No, non è richiesta una preparazione specifica. È sufficiente indossare abiti che permettano di scoprire facilmente la zona da esaminare e portare con sé eventuali esami precedenti, utili per il confronto.