Osteoporosi: diagnosi e terapia in Toscana - Dr. Fabrizio Valleggi Skip to content

Osteoporosi: diagnosi, terapia e prevenzione delle fratture

L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata dalla riduzione della resistenza ossea e dal conseguente aumento del rischio di frattura. È spesso silente fino alla prima frattura da fragilità. Il Dr. Fabrizio Valleggi imposta la valutazione differenziandola tra uomini e donne, con esami endocrinologici ed ecografie mirate a escludere cause secondarie, e integra la terapia orale o infusiva con preparazioni galeniche personalizzate.

Riceve a Massa Marittima, Pomarance, Grosseto, Follonica, Cecina, Siena, Prato e Firenze, ed esegue gli esami ecografici in tutte le sedi. Segue anche pazienti provenienti da Monteriggioni, Colle Val d’Elsa, Sovicille e Rosia.

cura osteoporosi scheletro con ossa

Quante persone soffrono di osteoporosi in Italia?

Lo studio epidemiologico nazionale ESOPO, ancora oggi il riferimento principale per la popolazione italiana, indica che l’osteoporosi interessa circa 5 milioni di persone nel nostro Paese, di cui l’80% donne in post-menopausa. Ne soffre il 23% delle donne oltre i 40 anni e il 14% degli uomini oltre i 60.

La complicanza più rilevante è la frattura da fragilità: in Italia si registrano ogni anno circa 80.000 fratture di femore, il 75% delle quali nella popolazione femminile.

Fonti: studio ESOPO (Epidemiological Study On the Prevalence of Osteoporosis); Ministero della Salute; Società Italiana di Medicina Generale.

Cos’è l’osteoporosi e cosa la causa?

Solamente in Italia sono quasi cinque milioni le persone che soffrono di osteoporosi, una condizione che in prevalenza colpisce le donne. Questa malattia cronica si caratterizza per una alterazione della struttura ossea, ed è una malattia di rilevanza sociale.

La malattia sistemica dello scheletro rende le ossa molto più fragili e di conseguenza le fratture sono spesso frequenti. Generalmente, l’osteoporosi si presenta con l’avanzare dell’età, quando l’attività degli osteoclasti si intensifica rispetto a quella degli osteoblasti. Tuttavia, non è l’unica causa che gioca un ruolo decisivo, dal momento in cui non è da considerarsi una condizione fisiologica legata all’invecchiamento.

Fattori di rischio: menopausa, sedentarietà, terapie oncologiche

Possono influire uno sviluppo non ottimale dell’osso durante l’infanzia o l’adolescenza, la chemioterapia, la radioterapia, la menopausa per le donne, a causa della ridotta produzione di estrogeni, l’anoressia nervosa, la sedentarietà.

Quali sono i sintomi dell’osteoporosi?

Perché l’osteoporosi è una malattia silente

L’osteoporosi è nota per essere una malattia silente e asintomatica nella fase di esordio. Generalmente, infatti, uno dei primi sintomi è la frattura da fragilità. Nella fase più avanzata della malattia, invece, possono sopraggiungere dolori intensi, come mal di schiena, riduzione della statura, postura curva, frattura delle vertebre, del femore, del polso, etc.

Come si cura l’osteoporosi?

Come curare l’osteoporosi? Il Dr. Fabrizio Valleggi propone una visita osteoporotica in base al genere del paziente, e sotto alcuni aspetti gli esami si differiscono per gli uomini e per le donne. Dopo la visita, infatti, avviene un inquadramento diagnostico con esami endocrinologici, ecografia tiroidea, ecografia dell’addome. Sono esami necessari per escludere la presenza di eventuali patologie.

In seguito, le pazienti donne si sottopongono a una valutazione sovrapubica, per il controllo di patologie uterine o ovariche; gli uomini, invece, eseguono una valutazione tramite ecografia testicolare.

La cura e la terapia dell’osteoporosi viene integrata con terapia orale e infusiva, a seconda della diagnosi e alla stratificazione del rischio di frattura. Inoltre, grazie alle competenze in materia, il Dr. Fabrizio Valleggi può proporre delle preparazioni galeniche per formulare degli integratori naturali personalizzati. Ciò avviene grazie al quadro clinico completo, in cui si tengono in considerazione anche le intolleranze del paziente. Infine, nella cura rientrano delle preparazioni ormonali per la modulazione di disturbi associato all’osteoporosi, come per esempio la sindrome climaterica.

La ricerca alle spalle di questa competenza

Il metabolismo osseo è stato l’oggetto principale dell’attività di ricerca del Dr. Valleggi durante gli anni universitari a Siena, all’interno del gruppo del prof. Ranuccio Nuti. È coautore di studi pubblicati su riviste internazionali quali Bone, Journal of Bone and Mineral Research, Thyroid e Drugs & Aging, e di due capitoli del volume «La Malattia Ossea di Paget» edito da Elsevier.

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Domande frequenti

A che età conviene fare il primo controllo per l’osteoporosi?

Per le donne il momento naturale è quello della menopausa, quando la riduzione degli estrogeni accelera la perdita di massa ossea. Per gli uomini la valutazione si colloca in genere più avanti negli anni. In presenza di fattori di rischio – familiarità per fratture da fragilità, terapie cortisoniche prolungate, trattamenti oncologici, magrezza marcata, menopausa precoce – è opportuno anticipare il controllo, indipendentemente dall’età.

L’osteoporosi riguarda anche gli uomini?

Sì, anche se è meno riconosciuta. I dati italiani indicano che ne è interessato circa il 14% degli uomini oltre i 60 anni. Proprio perché la si considera comunemente una malattia femminile, negli uomini la diagnosi arriva spesso più tardi, talvolta dopo la prima frattura.

La menopausa aumenta il rischio di osteoporosi?

Sì. Gli estrogeni contribuiscono a mantenere l’equilibrio tra formazione e riassorbimento del tessuto osseo; la loro riduzione dopo la menopausa accelera la perdita di massa ossea, in modo particolarmente marcato nei primi anni. È il motivo per cui la menopausa rappresenta il momento più indicato per una prima valutazione del rischio.