Tireopatie: diagnosi e cura in Toscana - Dr. Fabrizio Valleggi Skip to content

Tireopatie: diagnosi e cura delle malattie della tiroide

Le tireopatie sono le malattie che colpiscono la tiroide, la ghiandola del collo che produce gli ormoni che regolano il metabolismo. Le forme più frequenti sono l’ipotiroidismo, l’ipertiroidismo, il gozzo e i noduli, e le tiroiditi autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto e il Morbo di Basedow. Il Dr. Fabrizio Valleggi le inquadra con esami endocrinologici, ecografia tiroidea con doppler ed elastosonografia, e propone terapie personalizzate anche in formulazione galenica.

Riceve a Massa Marittima, Pomarance, Grosseto, Follonica, Cecina, Siena, Prato e Firenze, ed esegue gli esami ecografici in tutte le sedi. Segue anche pazienti provenienti da Monteriggioni, Colle Val d’Elsa, Sovicille e Rosia.

trattamenti malattie endocrine, paziente che si tocca ghiandole del collo

Quanto sono diffuse le malattie della tiroide in Italia?

Si stima che oltre 6 milioni di italiani convivano con un disturbo tiroideo, in larga prevalenza donne. Secondo Franco Grimaldi, presidente dell’Associazione Medici Endocrinologi, una quota molto ampia della popolazione presenta una patologia nodulare tiroidea o una tiroidite, spesso senza esserne consapevole.

Lo screening ecografico della popolazione adulta individua noduli nel 30-50% dei casi esaminati, ma solo circa il 5% di questi noduli è maligno: la diagnosi precoce serve tanto a intercettare i casi da trattare quanto a rassicurare, con dati oggettivi, la maggioranza dei pazienti.

Fonti: Associazione Medici Endocrinologi (AME); prof. Andrea Lania, Humanitas.

Quali sono le malattie della tiroide più diffuse?

La ghiandola endocrina – tiroide – si trova nella regione anteriore del collo, e il suo scopo principale è di produrre gli ormoni tiroidei, che sono funzionali all’organismo. Gli ormoni tiroidei, infatti, subentrano in processi biologici fondamentali, come la regolazione delle funzioni metaboliche. In alcuni casi, tuttavia, possono verificarsi dei disturbi alla tiroide, come il gozzo – l’aumento del volume – o i noduli, delle tumefazioni che si formano nella ghiandola. I disturbi della tiroide, come l’ipotiroidismo o ipertiroidismo, sono molto frequenti in ogni parte del mondo e colpiscono principalmente le donne dopo i 40 anni.

Quali sono i sintomi di ipotiroidismo e ipertiroidismo?

Le patologie tiroidee presentano una sintomatologia diversa in base al disturbo.

Sintomi dell’ipotiroidismo: stanchezza, aumento di peso, stipsi, rallentamento del battito

Nel caso dell’ipotiroidismo, per esempio, possono manifestarsi stanchezza, sonnolenza, stipsi, aumento di peso, frequenza cardiaca rallentata, voce rauca, ciclo mestruale irregolare, depressione.

Un altro disturbo molto diffuso è la Tiroidite di Hashimoto, una condizione autoimmune scatenata dal malfunzionamento del sistema immunitario.

Sintomi dell’ipertiroidismo: calo di peso, tachicardia, ansia, tremori

Per quanto riguarda invece l’ipertiroidismo, i sintomi associati alla condizione sono la perdita improvvisa di peso, tachicardia, aumento di appetito, ansia, nervosismo, tremori, sudorazione, ciclo irregolare, stanchezza e debolezza muscolare.

Nel caso del gozzo, invece, si verifica un aumento di volume: talvolta, a causa dell’effetto compressivo su trachea ed esofago, si sperimenta una difficoltà respiratoria o di deglutizione.

Come si diagnosticano e si curano le tireopatie?

Il Dr. Fabrizio Valleggi propone delle visite per la tiroide, con un inquadramento diagnostico ben preciso: si svolgono esami endocrinologici, ecografia tiroidea, ecografia morfologica. Quest’ultima è fondamentale per inquadrare il nodulo tiroideo, e viene utilizzato il doppler vascolare. Si svolge anche una elastosonografia, una nuova metodica utile per lo studio dei noduli e la relativa durezza.

Una volta eseguiti tutti gli esami, si propone l’utilizzo di farmaci personalizzati e di integratori a base di formulazione galenica. Naturalmente si tiene in conto delle caratteristiche del paziente: è una terapia specifica che favorisce il corretto funzionamento della tiroide, soprattutto nei casi in cui è presente l’ipotiroidismo subclinico.

In presenza di un esito di intervento chirurgico, naturalmente verrà considerata la mobilità delle corde vocali tramite un’apposita ecografia e saranno valutati anche i residui tiroidei. Inoltre, il Dr. Valleggi può proporre l’utilizzo di ormoni e farmaci antitiroidei, anche in formulazioni galeniche, soprattutto se i pazienti presentano intolleranze o allergie ai farmaci industriali.

Che cos’è l’elastosonografia e quando si utilizza

L’elastosonografia è una metodica che affianca l’ecografia tradizionale e misura la rigidità del tessuto esaminato. Nella valutazione dei noduli tiroidei fornisce un’informazione aggiuntiva rispetto all’immagine ecografica, contribuendo a definirne meglio le caratteristiche. Non sostituisce l’agoaspirato, che resta l’unico esame in grado di stabilire con certezza la natura di un nodulo, ma aiuta a selezionare i casi in cui è opportuno eseguirlo.

Domande frequenti

Il mio problema di tiroide è genetico? C'è possibilità che venga trasmesso ai miei figli?

I problemi legati alla tiroide hanno indiscutibilmente una componente genetica. Questo vuol dire che chi ha una familiarità positiva relativa ai problemi di tiroide ha sicuramente una maggior probabilità di svilupparli rispetto invece a chi questa familiarità non ce l’ha. In ragione di questo non è detto che una madre o un padre che hanno un problema tiroideo, questo lo trasmettano necessariamente ai figli.

Ne ho provate tante, ma non riesco a dimagrire. E’ un problema di tiroide?

La difficoltà a perdere peso può dipendere da moltissimi fattori, non ultimi problemi di ordine metabolico. Tuttavia, per quanto riguarda l’ipotiroidismo, ovvero l’incapacità della tiroide di sintetizzare una certa quantità di ormoni, i casi di sovrappeso legati a questa condizione morbosa sono una percentuale minima.

La normalità di TSH, FT4, FT3 esclude con assoluta certezza che il problema di sovrappeso possa dipendere in qualche modo da un problema di natura tiroidea.

Soffro di ipertiroidismo, ma non perdo peso. E’ normale?

Sì è normale. Perchè anche se è vero che solitamente l’ipertirodismo è associato al calo ponderale, tuttavia non è detto che questo effetto si verifichi in tutti i casi di ipertiroidismo.

Sento al tatto dei noduli alla tiroide. Mi devo controllare? Sono maligni?

Il controllo accurato è il primo passo della prevenzione per qualunque tipo di patologia. Dal tatto non è possibile avere nessun tipo di risposta, sprattutto se si è alla ricerca di eventuali carcinomi. Anzi, nel caso della tiroide non è possibile appurare la natura dei noduli ricorrendo solo ad un’ecografia, ad una scintigrafia o a degli esami del sangue. L’unico esame strumentale in grado di dare una risposta certa riguardo la natura maligna o benigna dei noduli è l’agoaspirato.

Dopo l’asportazione di tutta la tiroide sarò costretto a prendere una pastiglia per il resto della mia vita?

Si. Perchè senza la tiroide non c’è vita per il corpo umano. La pastiglia, di fatto, fornisce quel fabbisogno di ormone tiroideo di cui l’organismo ha bisogno per poter vivere. La somministrazione esterna supplisce in tutto alla mancanza della ghiandola deputata a farlo.

Sono stato operato di carcinoma papillare della tiroide. La terapia con radio-iodio devo continuare a farla?

Dipende. La terapia con radio-iodio viene prescritta solo in alcune condizioni cliniche. Queste condizioni dipendono prevaentemente dal tipo e dal grado del tumore.

Ogni quanto va ripetuta l’ecografia tiroidea in presenza di noduli benigni?

Non esiste una cadenza valida per tutti. In genere, dopo una prima caratterizzazione che ne abbia stabilito la natura benigna, il nodulo viene ricontrollato a distanza di alcuni mesi e successivamente, se stabile, a intervalli più ampi. La frequenza dipende dalle caratteristiche ecografiche del nodulo, dalle sue dimensioni, dall’esito di eventuali accertamenti citologici e dalla storia clinica del paziente: sarà lo specialista a definirla caso per caso.

Che cos’è l’elastosonografia e in cosa si differenzia dall’ecografia tradizionale?

L’ecografia tradizionale restituisce l’immagine della struttura del tessuto; l’elastosonografia ne misura invece la rigidità. Applicata allo studio dei noduli tiroidei, fornisce un’informazione aggiuntiva che contribuisce a caratterizzarli meglio. Non sostituisce l’agoaspirato, che rimane l’unico esame in grado di stabilire con certezza la natura di un nodulo, ma aiuta a individuare i casi in cui è opportuno eseguirlo.